Le norme igieniche per un centro estetico: requisiti, pulizia e sicurezza

Le norme igieniche per un centro estetico sono fondamentali per ridurre il rischio di contaminazioni e garantire condizioni di lavoro adeguate sia agli operatori sia ai clienti.
In un istituto di bellezza vengono utilizzati strumenti, superfici e materiali che possono entrare in contatto con pelle, unghie, ciglia e altre zone del corpo. Per questo pulizia delle mani, corretta gestione degli strumenti e igiene degli ambienti devono far parte della normale organizzazione quotidiana.
In Italia l’attività di estetista è disciplinata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1, mentre requisiti più specifici dei locali e delle procedure possono dipendere anche dalle disposizioni regionali, comunali e dell’autorità sanitaria competente. (Gazzetta Ufficiale)
Norme igieniche centro estetico: perché sono così importanti?
Durante un trattamento estetico si possono verificare contatti tra:
- mani dell’operatore;
- pelle del cliente;
- strumenti;
- superfici di lavoro;
- prodotti cosmetici;
- biancheria o materiali monouso.
Una gestione non corretta può favorire contaminazioni crociate.
Per questo è importante distinguere bene tra:
- pulizia;
- disinfezione;
- sterilizzazione.
Non sono sinonimi e non devono essere applicati indiscriminatamente a qualsiasi oggetto.
Pulizia, disinfezione e sterilizzazione: qual è la differenza?
La pulizia serve a rimuovere sporco, residui e materiale organico da una superficie o da uno strumento.
La disinfezione utilizza procedure o prodotti adatti a ridurre in modo significativo la presenza di microrganismi.
La sterilizzazione è invece un processo più rigoroso, destinato agli strumenti che, in base al tipo di utilizzo e alle regole applicabili, devono essere trattati con procedure in grado di eliminare anche forme microbiche particolarmente resistenti.
Dire semplicemente che “tutto deve essere sterilizzato” è quindi inesatto.
Non tutti gli strumenti richiedono lo stesso trattamento
La modalità di gestione dipende dal materiale e dall’uso.
In un centro estetico possono esserci:
- materiali monouso;
- strumenti riutilizzabili lavabili e disinfettabili;
- strumenti che richiedono sterilizzazione;
- apparecchiature che devono essere pulite seguendo le indicazioni del produttore.
Per esempio, una superficie di lavoro non viene “sterilizzata” come uno strumento metallico compatibile con quel processo.
Igiene delle mani dell’estetista
Il lavaggio o l’igienizzazione delle mani rappresenta una delle misure più semplici e importanti.
Le mani devono essere gestite correttamente:
- prima di iniziare il trattamento;
- dopo il trattamento;
- dopo aver toccato materiali potenzialmente contaminati;
- quando si passa da una fase di lavoro a un’altra che richiede maggiore pulizia.
Anche l’uso dei guanti non sostituisce automaticamente l’igiene delle mani.
I dispositivi di protezione vanno scelti in base al tipo di trattamento e al rischio concreto.
I guanti sono sempre obbligatori?
Non necessariamente per qualsiasi servizio estetico.
Possono essere indicati quando vi è possibile contatto con fluidi biologici, cute non integra, sostanze irritanti o procedure che richiedono una barriera aggiuntiva.
La scelta deve essere coerente con la procedura eseguita.
Utilizzare guanti sporchi o toccare superfici diverse senza cambiarli può, al contrario, favorire contaminazioni.
Mascherina: serve per tutti i trattamenti?
Non è corretto affermare che l’estetista debba necessariamente indossare una mascherina durante qualsiasi trattamento.
Può essere indicata in determinate lavorazioni, per esempio quando vengono generate polveri o aerosol o quando il protocollo di sicurezza lo richiede.
Durante la limatura di prodotti ungueali, ad esempio, la corretta gestione delle polveri può comprendere sistemi di aspirazione e dispositivi di protezione adeguati.
La scelta deve dipendere dal rischio specifico, non da una regola generica valida per tutto.
Igiene della postazione di lavoro
La postazione deve essere mantenuta ordinata e pulita.
Le superfici che vengono toccate frequentemente o che entrano in contatto con materiali utilizzati durante il trattamento devono essere gestite con procedure coerenti con il rischio.
Tra queste possono rientrare:
- lettini;
- tavoli da manicure;
- carrelli;
- lampade;
- maniglie;
- poggiapiedi;
- superfici di appoggio.
Prodotti e tempi di contatto dei disinfettanti devono essere utilizzati secondo le indicazioni previste.
La biancheria deve essere sempre monouso?
No.
È un errore affermare che asciugamani e tessili debbano essere necessariamente buttati dopo ogni cliente.
Un centro può utilizzare:
- materiale monouso;
- oppure biancheria riutilizzabile sottoposta a corretta gestione e lavaggio.
Ciò che conta è evitare il riutilizzo di tessili sporchi tra clienti differenti.
Quando scegliere il monouso
Il materiale monouso è utile quando non è possibile garantire un adeguato ricondizionamento oppure quando il prodotto è progettato espressamente per essere utilizzato una sola volta.
Una volta usato non deve essere lavato o conservato per il cliente successivo se il produttore ne prevede l’impiego singolo.
Forbicine, tronchesine e strumenti metallici
Gli strumenti riutilizzabili devono essere gestiti in base al tipo di contatto e alla procedura svolta.
Prima di qualsiasi processo di disinfezione o sterilizzazione è fondamentale la rimozione accurata dei residui.
Non è corretto mettere uno strumento sporco direttamente in una macchina e considerarlo automaticamente sicuro.
Le lime per unghie sono sempre sterilizzabili?
No.
Molte lime sono costituite da materiali porosi che non sono adatti a un normale processo di sterilizzazione.
A seconda del prodotto e del protocollo possono essere:
- monouso;
- personali per il singolo cliente;
- oppure realizzate in materiali compatibili con specifici sistemi di ricondizionamento.
È quindi sbagliato scrivere genericamente che “tutte le lime devono essere sterilizzate”.
Pennelli e strumenti per laminazione ciglia
Anche in questo caso bisogna distinguere.
Alcuni applicatori possono essere monouso; altri possono essere riutilizzabili e sottoposti alle procedure previste per il materiale di cui sono composti.
Gli strumenti utilizzati vicino agli occhi richiedono particolare attenzione perché la zona è sensibile.
Prodotti cosmetici: come evitare contaminazioni
La corretta gestione dei cosmetici è altrettanto importante.
È consigliabile:
- chiudere correttamente i contenitori;
- non introdurre strumenti sporchi nel prodotto;
- utilizzare spatole o applicatori appropriati;
- rispettare scadenze e PAO;
- conservare i cosmetici secondo le indicazioni del produttore.
Prodotti visibilmente alterati non devono essere utilizzati.
Pavimenti, pareti e superfici lavabili
I locali destinati all’attività estetica devono poter essere mantenuti in condizioni igieniche adeguate.
È quindi importante che le superfici siano compatibili con le normali operazioni di pulizia e che gli ambienti rispettino i requisiti edilizi, urbanistici e igienico-sanitari applicabili.
La normativa nazionale disciplina l’attività professionale, ma molti requisiti strutturali concreti vengono definiti a livello territoriale. (Gazzetta Ufficiale)
Per questo non è corretto presentare valori come 270 cm di altezza o 15 m² di superficie come requisiti nazionali universali per qualsiasi centro estetico.
Aerazione dei locali
Una corretta aerazione contribuisce al comfort e alla qualità dell’ambiente di lavoro.
Può essere naturale oppure affidata a impianti adeguati, in funzione dei locali e delle prescrizioni applicabili.
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando si utilizzano prodotti che possono generare vapori, odori o polveri.
Servizi igienici
La disponibilità e le caratteristiche dei servizi igienici devono rispettare le prescrizioni applicabili alla struttura.
Anche qui è importante evitare regole generiche, perché i requisiti possono cambiare in funzione di Comune, Regione, destinazione d’uso dei locali e caratteristiche dell’attività.
Apparecchiature estetiche e sicurezza
Un centro estetico può utilizzare soltanto apparecchiature consentite nell’ambito dell’attività professionale e nel rispetto delle relative schede tecnico-informative.
Il Decreto 15 ottobre 2015, n. 206 disciplina gli apparecchi elettromeccanici utilizzabili per l’attività di estetista e stabilisce requisiti e cautele per diverse tipologie di tecnologia. (Gazzetta Ufficiale)
Manutenzione, pulizia e utilizzo devono quindi seguire anche le istruzioni del costruttore.
Igiene nella manicure e pedicure
Durante manicure e pedicure è importante prestare attenzione soprattutto agli strumenti che possono entrare in contatto con cuticole o cute.
È opportuno evitare procedure aggressive che causino sanguinamento.
In presenza di:
- infezione evidente;
- lesioni dolorose;
- sospetta micosi;
- gonfiore;
- secrezioni;
il trattamento estetico non dovrebbe trasformarsi in una terapia.
Può essere necessario rimandare il servizio e invitare il cliente a rivolgersi a un medico, dermatologo o podologo in base al problema.
Igiene nella laminazione ciglia
La zona degli occhi richiede particolare attenzione.
Durante la laminazione ciglia è importante utilizzare applicatori e strumenti gestiti correttamente e impedire la contaminazione dei prodotti.
Non si dovrebbe procedere normalmente in presenza di un’infezione oculare attiva o di una forte irritazione.
Igiene durante l’epilazione
Anche per ceretta, laser e altri sistemi di epilazione è importante evitare contaminazioni tra clienti.
Manipoli, superfici e accessori devono essere puliti secondo le procedure appropriate e i prodotti monouso non devono essere riutilizzati.
Nel caso degli apparecchi elettromeccanici bisogna rispettare inoltre le specifiche prescrizioni tecniche e di sicurezza applicabili. (Gazzetta Ufficiale)
Il cliente deve presentarsi “igienizzato”?
Non è corretto attribuire al cliente un obbligo generico di presentarsi “igienizzato”.
È sufficiente seguire eventuali indicazioni specifiche fornite dal centro per il trattamento prenotato.
La responsabilità delle procedure professionali di igiene della postazione e degli strumenti rimane del centro e degli operatori.
Come evitare la contaminazione crociata
La contaminazione crociata può avvenire quando un microrganismo viene trasferito da una persona, uno strumento o una superficie a un’altra.
Per ridurre questo rischio è utile:
- igienizzare correttamente le mani;
- separare materiale pulito e sporco;
- non riutilizzare prodotti monouso;
- ricondizionare correttamente gli strumenti;
- pulire la postazione tra un cliente e l’altro;
- non contaminare i cosmetici;
- utilizzare dispositivi di protezione quando appropriato.
La qualifica professionale dell’estetista
L’attività di estetista in Italia è regolamentata e richiede il possesso della qualificazione professionale prevista dalla legge.
La Legge 4 gennaio 1990, n. 1 disciplina l’attività e il percorso necessario per ottenere la qualificazione. (Gazzetta Ufficiale)
L’igiene, quindi, non deve essere considerata un elemento separato dalla professionalità: fa parte della corretta organizzazione del servizio.
Requisiti locali: perché bisogna verificare le norme territoriali
Uno degli errori più frequenti negli articoli online è pubblicare un elenco unico di metrature, altezze e caratteristiche come se fosse valido in tutta Italia.
In realtà, oltre alla normativa nazionale, possono intervenire:
- norme regionali;
- regolamenti comunali;
- prescrizioni dell’ASP o ASL competente;
- regole urbanistiche;
- norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per un centro a Palermo è quindi importante verificare le prescrizioni effettivamente applicabili in Sicilia e nel Comune, senza utilizzare automaticamente parametri provenienti da altre Regioni.
Una buona organizzazione dell’igiene
Un centro professionale dovrebbe avere procedure chiare e ripetibili.
Tra gli aspetti organizzativi più utili troviamo:
- separazione tra strumenti puliti e utilizzati;
- corretto stoccaggio;
- procedure di pulizia delle postazioni;
- controllo delle scadenze dei prodotti;
- manutenzione delle apparecchiature;
- gestione appropriata dei rifiuti;
- formazione del personale.
Non basta che il centro “sembri pulito”: l’igiene dipende soprattutto dalle procedure adottate.
Come riconoscere un centro attento all’igiene
Un cliente può osservare alcuni elementi semplici:
- postazioni ordinate;
- strumenti conservati correttamente;
- materiale monouso aperto o utilizzato secondo necessità;
- lavaggio o igienizzazione delle mani;
- assenza di residui visibili;
- corretta gestione dei tessili;
- disponibilità del personale a spiegare le procedure utilizzate.
Fare domande sull’igiene è assolutamente legittimo.
Le norme igieniche presso La Manicure Palermo
Presso La Manicure Palermo, la cura della postazione, degli strumenti e dei materiali rappresenta una parte essenziale dell’organizzazione dei trattamenti estetici.
Ogni servizio richiede procedure differenti, perché manicure, pedicure, laminazione ciglia e trattamenti con apparecchiature non utilizzano gli stessi materiali né comportano lo stesso tipo di contatto.
Per questo la gestione dell’igiene deve essere adattata concretamente alla procedura eseguita.
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FAQ sulle norme igieniche per un centro estetico
Tutti gli strumenti devono essere sterilizzati?
No.
Dipende dal tipo di strumento, dal materiale e dal modo in cui viene utilizzato. Alcuni sono monouso, altri vengono puliti e disinfettati, mentre altri ancora possono richiedere sterilizzazione.
Le lime devono essere sterilizzate?
Non tutte.
Molte lime porose non sono adatte alla sterilizzazione e possono essere previste come monouso o gestite secondo specifici protocolli.
Gli asciugamani devono essere usa e getta?
No.
Possono essere monouso oppure riutilizzabili, purché la biancheria venga gestita e lavata correttamente prima di essere impiegata con un altro cliente.
L’estetista deve sempre usare i guanti?
Non per ogni trattamento in modo automatico.
I guanti vengono utilizzati quando il tipo di procedura o il rischio lo richiede e non sostituiscono comunque una corretta igiene delle mani.
La mascherina è sempre obbligatoria?
Non necessariamente.
Può essere appropriata per lavorazioni che producono polveri, aerosol o altre esposizioni specifiche, ma deve essere scelta in base all’attività svolta.
Esiste una metratura minima uguale in tutta Italia?
Non va dato per scontato.
I requisiti strutturali concreti possono dipendere dalle disposizioni territoriali, oltre che dalle norme nazionali sull’attività professionale. (Gazzetta Ufficiale)
Chi stabilisce i requisiti di un centro estetico?
La Legge n. 1/1990 disciplina a livello nazionale l’attività di estetista, mentre requisiti strutturali, urbanistici e igienico-sanitari possono essere dettagliati anche da Regioni, Comuni e autorità sanitarie competenti. (Gazzetta Ufficiale)
Norme igieniche centro estetico: professionalità significa anche prevenzione
Le norme igieniche per un centro estetico non si riducono alla semplice pulizia visibile degli ambienti.
Una corretta gestione comprende igiene delle mani, ricondizionamento degli strumenti, uso appropriato del monouso, pulizia delle superfici, gestione dei cosmetici e rispetto delle prescrizioni previste per locali e apparecchiature.
Inoltre, non tutti gli oggetti devono essere sterilizzati e non tutti i requisiti strutturali sono identici in ogni parte d’Italia.
Il criterio più importante è applicare la procedura corretta al materiale e al trattamento specifico, rispettando le norme realmente vigenti nel territorio in cui opera il centro.
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